Libri del mese – ottobre 2019

Recensione del libro “L’isola delle anime”

Prof. ssa Maura Giannattasio

Piergiorgio Pulixi è un giovane autore sardo esperto di noir. In questo romanzo, protagoniste sono due detective, Mara Rais ed Eva Croce. Profondamente diverse tra loro, devono affrontare un “cold case”, cioè un’inchiesta senza soluzione. Per motivi diversi, le due donne si ritrovano relegate nell’archivio della questura di Cagliari, e le mansioni che devono svolgere causano loro una sensazione di claustrofobica prigionia. Così, iniziano a indagare su casi insoluti del passato, in cui le vittime erano sempre donne.

All’improvviso, però, il killer colpisce nuovamente. Le detective iniziano allora le indagini, ambientate nell’antica civiltà nuragica.

Pulixi, dopo anni di esilio, riparte dalla sua Sardegna con uno sguardo ancora più limpido. E’ un romanzo “ibrido”, perché l’autore unisce al noir diversi temi: il sacrificio, i sensi di colpa, le ossessioni che influenzano la nostra vita e la fuga che ne consegue.

L’autore ha saputo ben miscelare un linguaggio lirico alla lingua dell’isola, soprattutto quando il ritmo del thriller prende il sopravvento.

Nel libro si parla anche di miti e leggende, della dea madre, di antichi riti, proprio per mantenere viva la memoria e la tradizione.

Un romanzo intriso di dialoghi, perché, come afferma l’autore, i dialoghi sono “l’anima dei personaggi”: quando un personaggio parla, diventa vivo.

La scelta del nome di una delle due detective, Eva Croce, non è casuale: come Eva cacciata dell’Eden per colpa del peccato originale, la protagonista deve lasciare Milano poiché colpita da una tragedia che sarà la sua croce, da portare in spalle.

“L’isola delle anime” vuole trasmettere anche un messaggio forte: il dolore e la perdita sono inevitabili, ma possono anche essere “transitori”, se accettiamo la nostra colpa e la consapevolezza di non poter essere perfetti.

Recensione del libro “Qualcosa, là fuori”

Giulia Zace – 2 liceo B

Innalzamento della temperatura globale e dei livelli delle acque, che sommergono gran parte delle terre emerse, mancanza di acqua potabile, conflitti per quel poco che rimane a noi uomini, paesi nordici sempre più concentrati, in poche parole un vero e proprio scenario di guerra climatica.

Queste sono solo alcune delle problematiche presenti nell’opera narrativa dello scrittore e giornalista Bruno Arpaia. Si tratta di nostri problemi, in continua evoluzione.

Decine di migliaia di migranti sono in marcia verso la Scandinavia, diventata una delle poche zone ancora abitabile; Livio è uno di loro. Persa la moglie e il figlio, si ritrova in un mondo che col passare del tempo si sta sfaldando. Ha pagato guide ed esploratori per “sopravvivere”, patendo sete, fame, marciando attraverso terre secche e aride, città ormai dimenticate o perse per sempre. Un mondo irriconoscibile. Trovatosi a scegliere tra la propria vita e quelle della sua “nuova” famiglia, Livio sceglierà l’alternativa per lui più plausibile, scorgendo poco dopo una luce che interromperà la sua vita e ritrovandosi con niente, dopo tutto lo sforzo per cercare di salvarsi da un mondo destinato a finire.

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