Recensione del libro “La semplice verità”

prof. Matteo Negro

“La semplice verità” è una preziosa raccolta di riflessioni scritte da due geni del movimento poetico-filosofico trascendentalista americano, dei primi decenni dell’ottocento. Leggendo l’opera ci si immerge nel cuore e nell’essenza stessa del pensiero di questi grandi maestri che hanno esplorato così profondamente l’universo presente dentro di noi. Amore, sofferenza, vita, morte, educazione, solitudine, amicizia sono solo alcuni dei temi esistenziali che vengono indagati da questi grandi cosmonauti interiori. Sono passati più di 150 anni dalla pubblicazione di questi diari ma le frasi penetrano come lame nel cuore del lettore che ha la sensibilità per coglierne l’essenza più profonda. Trascendentalismo significa andare oltre; ascoltare il genio-poeta che vive dentro di noi; elevarsi al di sopra dei tormenti e delle sofferenze per cercare un nuovo e diverso punto di vista. Thoreau scriveva: “Sfrutta al massimo i tuoi dispiaceri, non smussare mai il tuo dolore, bensì accudiscilo e godine fino a quando non avrà assunto un interesse distinto e integrale. Soffrire profondamente significa vivere nuovamente”

La lettura può risultare complessa e forse non adatta a tutti. Ma se si è disposti ad abbracciare la semplice verità non se ne può più fare a meno. “La verità della verità consiste in questo: che essa è evidente, bastante a se stessa. E’ luce. Non ti porti una candela per veder sorgere il sole”

Recensione del libro “1984”

Davide Salerno – 1 liceo A

“Non scommetterei su grandi vendite, per questo libro”. Con questa parole, Eric Blair, meglio noto come George Orwell, descriveva la sua opera più famosa: “1984”.

1984 è il risultato della rabbia di una persona delusa da quello che gli sta accadendo intorno. Orwell, infatti, scrisse il libro nel 1948, a tre anni dalla fine della seconda guerra mondiale, conflitto che egli stesso visse in prima persona, denunciando quei regimi dittatoriali che ancora esistevano.

Nel libro si parla di Winston Smith, un uomo che non riesce ad accettare passivamente quello che succede intorno a lui, ma è obbligato a farlo non senza qualche difficoltà, come lui stesso fa intendere dalle poche frasi che scrive sul suo diario durante tutto il libro.

È molto difficile parlare della trama di 1984 senza toccare particolari che svelerebbero l’esito della storia, anche se questo è molto complicato da intuire. Il libro è diviso in tre parti, e ognuna di esse contiene moltissimi messaggi di natura politica e sociale. Man mano che si procede con la lettura, l’intensità dei contenuti aumenta. Leggere questo libro è come aprire gli occhi sulla società di un tempo, ma, ahimè, anche su quella attuale, malgrado l’autore non sia nostro contemporaneo. Il libro, per l’appunto, descrive quello che per Orwell sarebbe stato il 1984: un futuro per lui lontano.

L’ultima parte sarà faticosa da leggere, non perché scritta male, anzi, ma perché il contenuto è quasi doloroso, talmente realistico e crudo che la lettura è paragonabile al ricevere un pugno nello stomaco.

Finito il libro sarà difficile non affezionarcisi, poiché si tratta di una storia impossibile da dimenticare e da accettare. Proprio per il suo messaggio, trovo 1984, oltre che un ottimo libro, un must read, da leggere il prima possibile.

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