A tutti i nostri allievi/e,

alle loro famiglie

ai docenti e formatori

Torino, 17 maggio 2021

Mettersi in gioco

Venerdì mi sono fermato a guardare una partitella in ricreazione e ho seguito con gusto una situazione che mi ha sorpreso. Da tanto tempo non facevo caso a questi fatti.

Un gruppo di ragazzi era in campo a giocare, senza distinzione di maglie e di colori, ma chiaramente suddiviso in due squadre contrapposte, che si sfidavano con passaggi, tiri e verticalizzazioni improvvise. Qualche studente a bordo campo, intento a chiacchierare e scherzare. A un certo punto uno di questi si è staccato dagli altri, e, rivolgendosi a quelli in campo, ha chiesto: «Posso giocare anch’io?». Un momento di esitazione. Facile dire no e chiudere il discorso. Però anche imbarazzante: perché noi sì e lui no? Questione di attimi, come quando ci si trova sul punto di tirare un calcio di rigore: quale risposta? Sì o no? Ed ecco la prontezza di uno di quelli in campo, che si è rivolge ad uno fuori, che stava guardando la partita con la noia addosso, e gli ha chiesto: «Vuoi giocare anche tu?». Altra domanda meravigliosa e inaspettata! Il volto dell’annoiato spettatore si è acceso come una lampadina: «Siiii!!!». «Allora dentro tutti e due, uno per parte». E subito il gioco è ripreso, con due giocatori in più.

Voi mi direte: cosa c’è di sorprendente in tutto questo? Eh, cari ragazzi e ragazze, mi affascina vedere che c’è ancora chi ha voglia di mettersi in gioco e non si blocca davanti a timori, esitazioni e imbarazzo. Si fa avanti, chiede, osa. Così come apprezzo e stimo chi ha l’occhio per vedere che ci sono altri e prende l’iniziativa di chiedere «vuoi giocare anche tu?». E poi succede che chi si sente interpellato e “convocato” per entrare in campo, non ci pensa due volte e si lancia.

Come dice Papa Francesco, la giovinezza non è fatta per stare sul balcone o alla finestra a guardare la vita che scorre fuori. E tantomeno va spesa sul divano con serie TV e videogiochi. Voglia di mettersi in gioco, voglia di partecipare, cioè di fare la propria parte. Voglia di essere protagonista, non esibizionista, ma pronto a spenderti e fare del tuo meglio.

È la stessa voglia che ho notato in tanti studenti in questi giorni. L’ho vista negli occhi e nella generosità di chi si sta preparando in Oratorio come animatore per le attività estive. L’ho vista nel bellissimo lavoro di tanti tra voi che hanno realizzato il primo numero del giornalino «L’Agnelli magazine». L’ho vista nell’impegno e nella dedizione di tantissimi studenti che in questi giorni si sono dedicati a smantellare i laboratori e le aule in preparazione ai prossimi lavori dell’Istituto Tecnico. E 25 di loro sono venuti a dare una mano anche di sabato!

E tu? Come ti coinvolgi, come partecipi? Non stare a guardare, fai qualcosa per gli altri.

Buona settimana!

Don Claudio Belfiore

Direttore

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